Rapidi come i tamponi

In riferimento alla comunicazione del 5 novembre giunta da Gestione medici  la fimmg ritiene che non sia ancora possibile per i MMG comunicare  la disponibilità o meno. Infatti l’accordo prevede che ‘ L’attività è erogata nel rispetto delle indicazioni di sicurezza e di tutela degli operatori e dei pazienti, definite dagli organi di sanità pubblica’. Quindi in assenza di idonei DPI (almeno equivalenti a a quelli forniti al noto oncologo fin dalla primavera ) e ,soprattutto, di sedi appropriate, il MMG non può procedere . 
Solo dopo che l’azienda avrà stabilito l’idoneità dei locali, creando adeguate strutture nel caso non fossero a norma, e messo a disposizione dpi adeguati si potrà ‘ comunicare’
saluti

Sarebbe opportuno che l’azienda evitasse iniziative estemporanee non previste da convenzioni e non concordate coi sindacati   foriere di possibili conflitti. 

 

nel frattempo è comparsa un’intervista…..

ma lo SNAMI non aveva protestato per la firma dell’accordo sui tamponi rapidi ?……. In periodo elettorale si può fare di tutto.

 

Il rapporto N. 2/2000 dell’ISS sulla sicurezza afferma testualmente: “I DPI devono essere considerati come una misura efficace per la protezione dell’operatore sanitario solo se inseriti all’interno di un più ampio insieme d’interventi che comprenda controlli amministrativi e procedurali, ambientali, organizzativi e tecnici nel contesto assistenziale sanitario. Pertanto, in situazione di ridotta disponibilità di risorse, i DPI disponibili dovrebbero essere utilizzati secondo un criterio di priorità per gli operatori a più elevato rischio professionale che svolgano procedure in grado di generare aerosol e che operino in un contesto di elevata intensità assistenziale e prolungata esposizione al rischio. In questo scenario, risulta di particolare importanza l’implementazione nelle strutture sanitarie di tutti i controlli di tipo amministrativo-organizzativi, tecnici e ambientali in ambito di infection control”.

Quando Anna Hielm-Björkman ha iniziato a testare i suoi cani rilevatori di Covid sul campo, ha riscontrato un problema apparentemente serio. Mentre annusavano i passeggeri all’aeroporto di Helsinki, hanno identificato con sicurezza le persone affette dalla malattia. Ma quando le stesse persone sono state controllate usando un test PCR (reazione a catena della polimerasi), il meglio che abbiamo, sono risultate negative. Sembrava che i cani, la sua grande speranza per i test rapidi, stessero fallendo. È successo invece che, pochi giorni dopo, quelle persone apparentemente negative hanno risposto: avevano iniziato ad avere sintomi. I cani, Miina, Kössi e Valo, avevano individuato qualcosa che il nostro miglior test di laboratorio non poteva. Avevano raccolto persone nelle prime fasi dell’infezione. “In realtà stanno trovando negativi alla PCR che poi diventeranno clinici”