Buste bustarelle e privacy

Nessun problema per le ricette in farmacia o nelle sale d’attesa degli studi medici, ma occorre consegnarle in busta chiusa
Necessario tutelare la riservatezza dei pazienti Le ricette mediche possono essere lasciate presso le farmacie e gli studi medici per il ritiro da parte dei pazienti, purché siano messe in busta chiusa.
Nessun “contrordine” o “clamoroso passo indietro”, come erroneamente rilanciato da
alcune fonti giornalistiche, in quanto il Garante ha solo precisato che le procedure già da tempo
in essere (vedi la nota del 22 ottobre e la newsletter n.317 del 19 dicembre 2008), consentono ai
medici di consegnare anche a terzi, su richiesta del paziente, ricette e certificati presso le sale
d’attesa dei propri studi o presso le farmacie, senza doverglieli necessariamente consegnare di
persona, purché custodite in busta chiusa e la persona incaricata del ritiro, se diversa
dall’interessato, sia munita di apposita delega scritta.
Nella lettera del 12 novembre scorso, infatti, il Garante Soro utilizza sempre il verbo
“consegnare”, mai viene affermato che le ricette possano essere lasciate, tanto meno
incustodite, nelle sale d’attesa o sui banconi delle farmacie, anzi richiama i medici di medicina
generale, nella loro qualità di titolari di trattamento, ad “adottare idonei accorgimenti per
garantire il rispetto del diritto alla riservatezza del paziente”.
Lasciare ricette e certificati alla portata di chiunque o perfino incustodite, in vaschette poste sui banconi delle farmacie o sulle scrivanie degli studi medici, viola la privacy dei pazienti.