C’era una volta Terzilli

Ciclicamente ricompare nei palinsesti televisivi il famoso film ‘il medico della mutua’.Divertente certo ma mai come ora sembra descrivere un mondo che non esiste più e non perchè descrive pregi e miserie della professione di mutualista .No, non ci sono proprio più i medici della mutua o ‘di base ‘che dir si voglia .Dei dieci posti in convezione messi in appalto a Piacenza solo due sono stati accettati da giovani colleghi.Ed in provincia neppure uno ! Colpe ? mancata programmazione , scarso appeal economico,deriva burocratica pesante potrebbero essere alcune delle cause .Quello che appare deprimente è la scarsa motivazione per una professione che fino ad ora metteva al centro il rapporto medico-paziente ribadendone anche il ruolo nella società e che ora viene snaturata a mera ‘prestazione professionale’ possibilmente svolta in ambienti unici (case della salute).Tanto vale fare i dipendenti non i liberi professionisti seppur convenzionati.

L’accesso alla professione era legato alla dimostrazione di aver acquisito esperienza clinica e all’appartenenza al territorio .La selezione era delegata ai pazienti che potevano scegliere e revocare il medico di fiducia. Abbiamo poi cercato di qualificare la professione con l’apertura del triennio.Ostacolati dall’università che non ha mai accettato di perdere il potere legato alle specialità di quattro anni, ci siamo accontentati di un triennio di formazione dal dubbio valore giuridico delegato alle regioni che non lo finanziavano e organizzavano come dovuto (i tirocinanti prendono ancora 700 euro contro i 1200 degli specializzandi).Per di più i criteri di accesso sono delegati a quiz forse oggettivi e inattaccabili ma che poco hanno a che fare col tipo di professione che si intende svolgere. Per tamponare la criticità arriveranno deroghe su deroghe assecondando gli interessi dei politici di turno .

Da sindacalisti cerchiamo di difendere gli interessi degli iscritti in vista della pensione ma anche quelli dei nuovi colleghi che ci sostituiranno e si troveranno a dover lottare per mantenere un ruolo nel SSN. Non per nulla il nostro D.G. si vanta di aver stanziato fondi per assumere 12 infermieri per le cds ma non trova i finanziamenti per liquidare quanto dovuto in termini convenzionali per l’apertura oltre la settima ora e le medicine in rete con gestionali diversi ! Forse una stizzita reazione alla sconfitta davanti al TAR per la ‘cronicità’?