Gli addetti ai servizi essenziali, i donatori di sangue e le altre categorie possono richiedere la vaccinazione gratuita telefonando al numero 0523.1871412

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Dal punto di vista clinico, all’esordio della malattia, i segni prodromici, quindi le prime manifestazioni che fanno pensare ad un’infezione dell’apparato respiratorio, non sono facilmente differenziabili perché oggettivamente entrambe le condizioni sono caratterizzate da febbre alta e da una sintomatologia a carico dell’apparato respiratorio che inizia con bruciore di gola, tosse e aumento delle secrezioni nasali.
Nell’influenza, però, in associazione alla febbre, o addirittura quando la febbre non è ancora manifesta, si avvertono dolori muscolari, articolari, cefalea, senso di stanchezza. Questo è abbastanza suggestivo del virus dell’influenza. Mentre nell’infezione da coronavirus questi dolori sono riportati raramente ed è comune, anche nelle fasi iniziali, l’alterazione di due sensi, il gusto e l’olfatto. Nella storia dell’influenza non abbiamo questo tipo di alterazioni e questo ci aiuta nella diagnosi.
È chiaro che se i dolori muscolari e articolari non sono particolarmente accentuati, se c’è un’ostruzione nasale importante che altera l’olfatto e il senso del gusto è modificato perché il paziente si è automedicato con degli antinfiammatori, è difficile distinguere le malattie. In quel caso la diagnostica virologica è fondamentale, quindi si procede o a un prelievo di secrezioni naso-faringee (aspirato naso-faringeo) o a un tampone faringeo a partire dal quale il virologo può identificare e differenziare tutti i virus dell’apparato respiratorio presenti.

Quali sono le condizioni per essere considerato in malattia?
«Il riconoscimento della malattia si ha solo quando la quarantena è decisa da un operatore di sanità pubblica, come ad esempio nel caso di contatto stretto con soggetti positivi. In tutti i casi di ordinanze o provvedimenti di autorità amministrative che di fatto impediscano ai soggetti di svolgere la propria attività lavorativa non è possibile procedere con il riconoscimento della tutela della quarantena (che prevede appunto l’equiparazione della quarantena con sorveglianza attiva alla malattia), in quanto è necessario un provvedimento dell’operatore di sanità pubblica (Asl, medico di medicina generale, ospedale. Non medici specialistici privati)».

Per COVID 0523303123