Nodi al pettine a Podenzano

Finalmente anche i politici (e i media) cominciano a mettere il naso nella realtà .Inesorabile l’asl chiude i servizi esistenti senza avere ancora attivato quelli previsti dal famoso ‘Futuro in salute'( sottoscritto da tutti tranne i sindacati dei medici).Pur avendolo ribadito negli incontri coi vertici aziendali e pur avendo presentato proposte per un passaggio  condiviso, l’asl  ci ignora e dimostra di voler diventare  sempre più accentratrice e ospedalocentrica (secondo i desiderata del D.S.)abbandonando il territorio al suo destino.Anche sull’affermazione ormai spesso ripetuta che la maggioranza dei MMg hanno aderito c’è assai da ridire.Ai MMG era stato garantito dai funzionari asl che la firma sul documento presentato nei nuclei riguardava SOLO l’avvio del pdta diabete (anche per non perdere i famosi incentivi regionali sulla cronicità).Non per sfiducia ma solo per elementare cautela consigliammo a settembre di attendere a firmare.Sarebbe assai strano e doloroso che ,grazie alla firma estorta, l’azienda si ritenga autorizzata a dire che la maggioranza dei mmg ha aderito all’accordo cronicità  proprio in forza di  questo escamotage.

http://www.doctor33.it/politica-e-sanita/case-della-salute-medici-in-fuga-il-modello-e-in-declino-ecco-i-numeri/

 

 

Non possiamo non rilevare l’imbarazzo dei vertici dell’altro sindacato (minoritario) evidentemente  dedito a bei ‘ragionamenti’  ma  che con la loro firma han consentito l’avvio di questa deriva

Il direttivo ha deciso di inviare al giornale locale il seguente comunicato

La sezione Fimmg di Piacenza,sindacato maggioritario tra i Medici di medicina generale,ritiene doveroso intervenire a proposito di quanto sta accadendo nella ‘casa della salute’ di Podenzano.Non si tratta solo di ‘divergenze sindacali ‘ o di ‘aperture di ragionamenti’ ,i nodi stanno venendo al pettine.L’azienda ha deciso di partire con la proposta ‘cronicità’ e le ‘ Case della salute ‘dal 1 gennaio 2018 con o senza il coinvolgimento dei MMG liberamente scelti dai cittadini .Ora anche i sindaci (per legge  autorità sanitarie ) se ne accorgono dovendo dare risposte alle legittime proteste degli abitanti.

Non esistono accordi sull’organizzazione delle ‘case’ a livello regionale e nemmeno locale.Gli accordi integrativi regionali sono fermi al 2006.Ogni Asl si comporta come vuole.A Parma funziona egregiamente un accordo già da alcuni anni.Da noi no,forse anche per carenza di ‘case’ ma certo per mancanza di volontà politica.

Per parte nostra abbiamo presentato proposte su compiti e ruoli di chi vorrà andare ad operare nelle ‘case’ e sulla gestione della ‘cronicità’ ma nessuna risposta è giunta.E non si parla di interessi economici.Sembra quasi che l’importante sia di poter dire di essere partiti.

Per l’avvio della ‘presa in carico’ della cronicità l’asl  ha scelto di togliere risorse alle forme aggregative della medicina generale previste dagli accordi regionali vigenti.Richiamando in sede gli specialisti che operavano capillarmente sul territorio nelle sedi delle medicine di gruppo ha troncato di netto strutture collaudate e funzionanti in una visione accentratrice e ospedalocentrica .

A luglio l’azienda ha ottenuto l’avallo di alcune rappresentanze sindacali minoritarie e da allora non vi è più stata possibilità di confronto. Inesorabile e sorda a qualsiasi critica o proposta pur di ottenere il risultato, l’asl sta cercando di sfuggire alle logiche della contrattazione sindacale chiedendo ai singoli medici di aderire ad un proposta unilaterale (che definisce ‘ individuale’)nella gestione della cronicità senza pensare che non è solo dalla condivisione della ‘vision’ ma anche della ‘mission’ da parte di tutte le figure che operano nel sistema sanità che si deve partire per poter essere nei fatti dei  ‘preziosi alleati ‘ ( come ci definì il D.G. il 17 marzo 2017 in una lettera a Libertà).
La Fimmg sarà sempre disponibile alla trattativa ma non verrà mai meno alla propria visione che antepone il particolare rapporto di fiducia medico-paziente a qualsiasi modalità organizzativa.

come scrive la Fimmg Lombardia :

…..la gestione proattiva della patologia cronica non è prevista dall’accordo attualmente vigente, ma l’atto di indirizzo licenziato dal comitato di settore ha dato indicazioni precise di ricomprendere la gestione della cronicità nel prossimo contratto nazionale

In realtà tutto il quadro ordinamentale vigente a livello nazionale ed
europeo identifica il medico di cure primarie come il riferimento per la
gestione nel tempo degli assistiti, definendolo come il vero e proprio
specialista della continuità delle cure, differenziando così la medicina
di famiglia dalle specialità d’organo e di apparato, dedicate all’acuzie
e alla presa in carico di particolari situazioni cliniche entro limiti
temporali definiti. In tutto il mondo la medicina di famiglia è
considerata una specialità, con precisi requisiti in ambito di
formazione e di attribuzione di compiti.