Rinnovo consiglio ordine

gentili colleghe/colleghi
si avvicinano le elezioni del consiglio dell’Ordine di Piacenza. In un gruppo di colleghi abbiamo ritenuto che dopo molti anni di gestione da parte del consiglio in carica, sia il momento di cambiare passo. In allegato troverai il nostro programma ma in sintesi volevo sottolineare alcuni aspetti. La nostra lista il cui nome è “opportunità nella professione” nasce con l’intento di unire e non di dividere, di trovare spazi di discussione e collaborazione fra i vari setting della nostra professione (Ospedale- Territorio) fra le varie discipline che ci caratterizzano, con le varie professioni sanitarie, con le altre istituzioni della nostra Provincia, con i portatori di interesse della cittadinanza e col Terzo Settore. Siamo convinti che si raggiungano buoni obiettivi per il cittadino, funzione principale dell’Ordine Professionale, più attraverso la condivisione ed il confronto sereno piuttosto che con le contrapposizioni.
La contrapposizione datore di lavoro/lavoratore appartiene all’ambito sindacale e non già a quello Ordinistico. 
E’ per questo che ritengo che anche la mia figura/le nostre figure siano adatte alla mediazione e possano garantire spazi di crescita professionale, etica, di ruolo del medico. L’ambizione è quella di riportarci ad un profilo professionale che ha la sua radice nell’aiuto all’utente e nella garanzia delle competenze con una forte attenzione verso l’evoluzione demografica e di genere che ci caratterizza. Attenzione che va rivolta a tutte le fasce di età dalla più giovane alla più attempata passando dall’entusiasmo giovanile all’esperienza vissuta sul campo.
Confido che avrai modo e tempo di analizzare i punti del nostro programma che nasce appunto dal confronto fra i componenti della lista e non dalla testa di un singolo, e che avrai modo di accordarci la tua fiducia. 
Cordialmente”

Anna Maria Andena
Stefania Livraga
Donatella Zavaroni
Sara Chiesa
Maria Cristina Molinaroli
Giuliana Rapacioli
Paola Cristalli
Daniela Petraglia
Gaia Mazzocchi
Stefano Dughetti
Corrado Cappa
Flavio Della Croce
Luigi Cella 55
Maurizio Groppi
Pietro Reboli
Giordano Ambiveri
Giuseppe Esposito
Carlo Moroni
 
 
 

Programma Ordine Medici lista “Opportunità nella professione “…..

L’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri è oggi un Ente di Diritto Pubblico, dotato di una propria autonomia gestionale e decisionale, posto sotto la vigilanza del Ministero della Salute e coordinato nelle sue attività istituzionali dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.Si tratta quindi di un ente dello stato garante nei confronti dei cittadini, che lascia ad altre forme di organizzazione (es. sindacati) il compito di trattare gli interessi della categoria.Una struttura che dovrebbe mantenersi superpartes (non come accaduto negli ultimi tempi del consiglio in scadenza)

Ha diversi compiti che riguardano :

  1. La tenuta dell’Albo professionale

  2. Designare rappresentanti in seno alle Istituzioni locali

  3. Promuovere e monitorare l’aggiornamento culturale degli iscritti

  4. Collaborare con le Autorità locali

  5. Esercitare potere disciplinare nei confronti degli iscritti

  6. Dirimere controversie, se richiesto, fra sanitario e sanitario e fra sanitario e pazienti o Enti

L’insieme di queste funzioni ha la più alta finalità di tutelare e promuovere la salute del cittadino di cui l’Ordine è garante.

Nel tempo la professione medica ha subito delle evoluzioni e per dare solidità e supporto ai professionisti affinché possano agevolmente compiere le proprie attività nasce la necessità di programmare e concretizzare un centro studi che analizzi in prima battuta i cambiamenti demografici dei professionisti (variazione di genere ed anagrafiche). Tali analisi devono contribuire a delineare una serie di ambiti lavorativi idonei alle caratteristiche dei professionisti che comprendano anche una armonizzazione con le altre professioni sanitarie senza snaturarsi. La gran parte della letteratura della psicologia del lavoro evidenzia come un benessere lavorativo organizzativo riduca i fattori di stress e conduca a notevoli miglioramenti sulla performance lavorativa, come pure riduca il rischio di eventi avversi sull’utente. Analisi approfondite dimostrano come una oculata gestione delle risorse umane, che si raggiunge con la valorizzazione dei profili professionali e contrasta i disagi derivanti da una contrapposizione fra vita professionale e vita privata, arrivino a ridurre di oltre un 8% il tasso di mortalità dei nostri assistiti. Il profilo demografico dei professionisti deve pertanto porre particolare attenzione all’ambito dei giovani medici che sono rappresentati in buona parte da giovani donne. Sempre da prendere in seria considerazione è anche l’aspetto della progressiva riduzione del numero dei professionisti medici derivante da una programmazione infelice che nel corso dei decenni ha portato ad un punto di crisi.

Approfondire i concetti della qualità del lavoro attraverso studi strutturati si traduce in un beneficio sia per la professione che per il cittadino.

Sempre il tempo detta legge rispetto all’evoluzione delle conoscenze scientifiche. Mantenere un costante aggiornamento dando opportunità sistematiche di crescita delle competenze e misurare che questo avvenga nei limiti previsti dalle normative determina una maggior sicurezza dell’agire clinico sulle persone, pone al sicuro sia il professionista che l’utente. A questo punto diventa sostanziale presidiare questo ambito e verificare oltre che supportare che gli aggiornamenti costanti che la professione richiede vengano rispettati.

La collaborazione con gli Organi ed Enti Istituzionali è particolarmente importante perché sancisce la possibilità di partecipare alla costruzione di percorsi e progetti sanitari in linea con i dettami deontologici della professione medica.

Ultimo ma non ultimo va considerato che la nostra professione fonda le sue radici sulla relazione con le persone e questa relazione nel tempo è andata incontro ad una evoluzione evidente. Non è più prevalente l’aspetto paternalistico del rapporto di cura ma molto più quello collaborativo e di condivisione di scelte. A tal fine importante sarebbe la partecipazione dell’Ordine (come peraltro previsto dalle norme ma al momento disatteso) agli incontri sistematici dei CCM (comitati consultivi misti) che in collaborazione con l’Azienda USL contribuiscono a definire i bisogni percepiti dall’utenza in generale su prevenzione diagnosi e cura.

Altra dimenticanza degli ultimi anni è stata quella della Commissione Pari Opportunità che si occupa anche di medicina di genere e violenza di genere: (come da norma nazionale tutti gli organi istituzionali devo prevedere al loro interno momenti formativi specifici sull’argomento ).

E’ anche per questi motivi che abbiamo creato una lista di colleghi non coinvolti nella passata gestione disposti ad impegnarsi

Tutto questi si attua poi nella pratica con l’identificazione di commissioni che si occupino in maniera intensiva di aspetti che aiutino ad ottenere questo risultato, ciascuna delle commissioni con obiettivi precisi e strutturati

E’ per questo che si immagina l’istituzione delle seguenti commissioni:

  1. Commissione per la formazione ed aggiornamento continuo: che agisca sia in ambito di formazione su argomenti deontologici, medico-legali, ma anche clinici ad ampio respiro e coinvolgenti la più parte delle discipline collaborando anche con portatori di interessi esterni come associazioni di malati o del terzo settore.

  2. Commissione per monitorare e sostenere la relazione e armonizzazione fra le varie discipline e con le altre professioni sanitarie: ogni profilo professionale sanitario ha le sue peculiarità e compiti, armonizzare questi aspetti conduce ad una più efficace tutela del cittadino



  1. Ripristino della Commissione Pari Opportunità abolita dal consiglio uscente che si occupi anche di medicina di genere e violenza di genere: come da norma nazionale tutti gli organi istituzionali devo prevedere al loro interno momenti formativi specifici sull’argomento.



  1. E’ stata importante la visibilità dei medici ottenuta sui media locali e nazionali potrebbe ,però ,essere utile condividere le modalità con esperti di comunicazione per evitare controversi personalismi con apposita commissione

  2. Commissione per affrontare i problemi di discriminazione legata a etnia, religione e orientamento sessuale e che possa affrontare anche il delicato ambito della violenza sui professionisti, immaginando momenti di confronto e di formazione per imparare le condotte evitanti, essere consapevoli di quali sono i professionisti più esposti e di conseguenza attivarsi con gli organi competente per intervenire in situazioni di vulnerabilità

  3. Commissione cure palliative e disposizioni di fine vita: questo è un grande argomento che affronta l’ambito doloroso del vivere decorosamente la terminalità nel rispetto della volontà del malato e non unicamente del sanitario o del congiunto

  4. Commissione profili di fragilità fisica, cognitiva ed economica della terza età e di tutte le disabilità: siamo una popolazione che invecchia rapidamente e con l’invecchiamento porta con se delicati equilibri che prevaricano l’ambito sanitario e si affacciano su quello sociale

  5. Commissione albo professionale e pubblicità ingannevole: la nostra professione va protetta da abusi e millanterie lontane dalla disciplina scientifica

  6. Commissione medicine alternative: importante commissione da inaugurare è questa per aprire una visione lucida e basata su evidenze scientifiche in ambito solitamente frequentato da figure non sempre corrette e professionali

  7. Infine una commissione specifica dovrà occuparsi di costituire un centro studi che in collaborazione con altri enti ed università porti avanti analisi dei cambiamenti sociali, demografici e organizzativi dei nostri professionisti in modo da condurre attraverso una valutazione con validità scientifica proposte di evoluzione del nostro ruolo. Anche in vista dell’avvio a Piacenza della facoltà di medicina e chirurgia

  8. I giovani medici sono stati catapultati in prima linea nell’ambito lavorativo. Dalla teoria alla pratica in brevissimo tempo, .Non si conosce  il loro destino una volta passata l’emergenza .L’esperienza ci ha insegnato che la professione migliora con l’esperienza e la guida dei colleghi più anziani. Ci impegneremo per essere di aiuto e sostegno nella missione che hanno appena iniziato.