Storie


https://www.liberta.it/news/cronaca/2019/12/15/lannuncio-di-baldino-nuova-casa-della-salute-nella-zona-di-via-colombo/

in attesa di veder funzionare la cds inaugurata in città a giugno ( non per niente siamo al posto 87 per i MMG ,94 per emigrazione ospedaliera,70 per consumo farmaci ipertensione e 41 diabete, 65 per speranza di vita ,66 indice vecchiaia,al 69 posto per il ‘sistema salute ‘e 96esimi per ‘ambiente e servizi’)

considerando il futuro ….

L’esecuzione di un ECG o un’ecografia addominale da parte del singolo medico comporta tempo, impegno in formazione ed assunzione di un rischio aggiuntivo rispetto ai compiti previsti dall’ACN non indifferente, che deve in qualche modo essere riconosciuto.

forse meglio quelle antiche:

C’è una storia antica che ci riporta alla Francia del diciassettesimo secolo, al tempo in cui imperversava la peste e quattro ladri continuavano a derubare i poveri appestati uscendone indenni.

Una volta arrestati furono condannati all’impiccagione ma il giudice interessato a comprendere le modalità in cui i quattro ladri erano riusciti a scampare al terribile contagio, propose loro la grazia se avessero rivelato la ricetta per ottenere l’immunità dalla malattia.

La ricetta era semplice: salvia, rosmarino, timo e lavanda con cui i 4 si bagnavano le tempie e i polsi. Da allora si cominciò a produrre in tutta la Francia un aceto balsamico con i suddetti ingredienti, detto “aceto dei quattro ladroni”, che, si diceva, proteggesse dalle malattie infettive.
La ricetta, elaborata poi con l’aggiunta di altri ingredienti dall’erborista Ermanno Valli è la seguente: mettere in un vaso un cucchiaio di foglie di salvia triturate; un cucchiaio di foglie di rosmarino triturate; un cucchiaio di foglie di timo o serpillo (timo selvatico) triturate; un cucchiaio di foglie di fiori di lavanda triturati; uno spicchio d’aglio schiacciato. Queste erano le erbe usate già nel ‘600. Si ricopre il tutto con 1 litro di buon aceto bianco o rosso, si macera per sette giorni e infine si filtra.

Può essere messo sui polsi e sulle tempie come ai tempi della peste oppure nel caso di infezione in corso bevuto diluito in acqua tiepida per due-tre volte al giorno.

Se analizziamo la letteratura moderna, possiamo vedere un crescente interesse per le proprietà antibatteriche ed antivirali di queste piante e soprattutto degli olii essenziali.

In vista del picco influenzale, la vecchia ricetta può essere un valido aiuto nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni batteriche e virali.