Tamponi rapidi solo se sedi appropriate e dpi adeguati

Ciascun medico di famiglia sarà un punto di riferimento per i propri assistiti e potrà, in caso lo studio non lo consenta, effettuare i tamponi in strutture messe a disposizione dal proprio distretto.
 
In un momento drammatico come quello attuale la medicina generale non poteva, e non ha mai pensato, di tirarsi indietro. Abbiamo però preteso che i medici non siano mandati a combattere a mani nude, come purtroppo è accaduto nei mesi scorsi
il target dei pazienti da sottoporre a tampone rapido previsto dall’ACN stralcio firmato dalla FIMMG prevede i seguenti casi:
 
a) i contatti stretti asintomatici individuati dal medico di medicina generale oppure individuati e segnalati dal Dipartimento di Prevenzione in attesa di tampone rapido;
b) caso sospetto di contatto che il medico di medicina generale si trova a dover visitare e che decide di sottoporre a test rapido;
qualora il medico si trovi ad operare in strutture rese disponibili dall’Azienda/Agenzia, per gli assistiti di altri medici di medicina generale:
c) contatti stretti asintomatici allo scadere dei 10 giorni di isolamento identificati in base ad una lista trasmessa dal Dipartimento di Sanità Pubblica/Igiene e Prevenzione al medico individuato.
 
L’intento diagnostico è evidente  ma si tratta pur sempre di casi con una probabilità a priori di essere affetti da Covid-19 più elevata della popolazione generale asintomatica, normalmente oggetto di interventi di screening.
 
 
art 3 …. organizzano, concordando per la parte di interesse dei medici di medicina generale con le rappresentanze di categoria degli stessi, l’esecuzione di tamponi antigenici rapidi, o di altro test di sovrapponibile capacità diagnostica, sulla base delle autorizzazioni delle competenti autorità sanitarie, che si rendesse disponibile dall’Azienda/Agenzia, nelle sedi messe a disposizione dalle Aziende/Agenzie (incluse eventuali strutture fisse e/o mobili rese disponibili dalla Protezione Civile o dal Comune ovvero da forme organizzative complesse dell’assistenza primaria);
L’attività è erogata nel rispetto delle indicazioni di sicurezza e di tutela degli operatori e dei pazienti, definite dagli organi di sanità pubblica.
9. In assenza dei necessari Dispositivi di Protezione Individuale (mascherine, visiere e camici), forniti ai sensi del precedente comma 5 per l’effettuazione dei tamponi antigenici rapidi, il medico non è tenuto ai compiti del presente articolo e il conseguente rifiuto non corrisponde ad omissione, né è motivo per l’attivazione di procedura di contestazione disciplinare.
12 o 18 euro
 
Da soli anche i DPI più sicuri non bastano perchè, a parte l’efficacia della protezione, il rischio maggiore è quello della svestizione che deve essere portata a termine secondo regole ferree e soprattutto in un ambiente dedicato e predisposto ad hoc, che non è presente in tutti gli studi. Senza la zona filtro, con adeguata areazione e filtraggio non si possono utilizzare i DPI, senza contare il problema dello smaltimento dei DPI utilizzati in appositi contenitori e con rigorose modalità e la disinfezione del locale della svestizione, separato dal resto dello studio.
 
 
Chiedere uno sforzo come questo significa aggravare le condizioni di lavoro dei Medici di famiglia. Siamo disposti a farcene carico solo se tutto questo fa parte di una cambiamento radicale, irreversibile e serio delle nostre condizioni di lavoro