A proposito di emergenze

Ecco quanto inviato ai media

Gentile Direttore, 
a completamento di quanto scritto dai colleghi medici del Pronto Soccorso in merito ai carichi e condizioni di lavoro in cui si trovano ogni giorno ad operare, desideriamo presentare alcune nostre considerazioni.
Purtroppo i medici del territorio, ovvero Medici di Medicina Generale e Medici di Continuità Assistenziale, sono da anni altrettanto oberati di lavoro, ulteriormente gravato da una burocrazia elefantiaca, costellata da continui inserimenti e modifiche di note AIFA e Piani Terapeutici (anche ad uso prettamente locale), da pazienti spesso apprensivi, ansiosi con richieste di risoluzione immediata ai propri bisogni e soprattutto dalla progressiva carenza di medici . Basti pensare che si è passati da un rapporto ottimale di 1 medico ogni 1300 abitanti alla proposta di ampliare fino a 1/2000. Tutto questo garantendo una rintracciabilità contrattuale dalle 8:00 alle 20:00 dal Lunedì al Venerdì, con spese di gestione ambulatoriali esclusivamente a nostro carico, senza indennità di malattia, ferie retribuite, INAIL, TFR e tredicesima. Per cercare di migliorare le cose ci siamo già organizzati in forme di associazionismo come le medicine di rete e le medicine di gruppo, che rimangono aperte fino a 12 ore al giorno garantendo un’assistenza continua con la presenza di un medico, in alcuni di questi gruppi sono presenti anche infermieri e personale di segreteria. Dobbiamo ricordare che l'azienda sanitaria piacentina ha nel tempo tagliato gli investimenti nelle forme associative come le medicine di gruppo fino a negare quanto previsto negli accordi regionali per l' apertura degli ambulatori dei medici in nucleo con orari superiori alle 9 ore giornaliere. Fu una scelta politica, prima della pandemia, quella di investire esclusivamente sulle 'case della salute' che vedeva Piacenza come ultima in regione per numero di strutture attive. Sconsigliammo all'allora d.g. di togliere i servizi territoriali esistenti (come ad esempio gli specialisti nelle sedi dei gruppi) a favore di un ipotetico futuro .Preferì ubbidire alla regione.
Il Medico di Medicina Generale e di Continuità Assistenziale non sono  un servizio concepito per l’ urgenza, bensì per la gestione della cronicità, intercettando i bisogni emergenti, orientando scelte di salute da decenni e su indicazione legislativa. Per quanto riguarda la notte e i week-end i pazienti non sono abbandonati e il Pronto Soccorso non è l’unico presidio, è attivo, infatti, il servizio di Continuità Assistenziale, altrettanto oberato di lavoro e costituito da pochi medici(per carenza di organico e a fronte di una non adeguata organizzazione dei servizi territoriali i medici di C.A sono costretti a svolgere turni con accorpamenti fino a tre zone) e sottopagati, bersaglio di continui tagli di personale e di risorse ad opera dell’Azienda Sanitaria, vittime di aggressioni fisiche e verbali, ben conosciute a livello nazionale, e nonostante le quali non è stato fatto nulla per migliorare la sicurezza degli operatori sanitari. 
Non vorremmo imitare i capponi di Renzo ma ricordiamo che abbiamo  collaborato coi colleghi anche al di là di quanto previsto dalle regole e lo dimostriamo tuttora quando espletiamo obblighi di pertinenza ospedaliera, come certificati di malattia di pazienti dimessi, prescrizione di farmaci alla dimissione, prescrizione di esami ematici e strumentali a pazienti visti da specialisti ospedalieri. Compiti ,come si vede, più burocratici che clinici. 
Ricordiamo inoltre, per chi non lo sapesse, che la quota del fondo sanitario nazionale viene percepita al 100% dall’azienda sanitaria grazie all’impegno profuso degli MMG nella certificazione telematica e nella ricettazione dematerializzata.
Siamo disponibili a partecipare al fine di istruire il cittadino ad accedere in modo corretto e appropriato ai servizi sanitari, ma crediamo che le liste d’attesa infinite che si verificano sia nei Pronto Soccorso che negli ambulatori specialistici non dipendano solo dalle mancanze del territorio, ma piuttosto dalle condizioni lavorative offerte e dai tagli che le Aziende Sanitarie Locali, e non solo, hanno fatto e continuano a fare, “costringendo” i medici a migrare verso lidi migliori.
Cordialmente.
Pubblicata il: 07/07/2022
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