Cambi della guardia

Baldino addio (per non parlar del direttore sanitario)

La Fimmg saluta il neopromosso direttore generale e porge i migliori auguri per il prossimo impegno cui si sottopone. Auspica che il ruolo assunto possa consentire al nostro ex d.g. di occuparsi ancora della realtà del territorio piacentino dalla poltrona regionale, con un occhio di riguardo (si spera) alla periferia dell’impero.

Negli anni la collaborazione con i vertici asl è andata scemando, alle domande e proposte sindacali o non si risponde  o si procrastina ad libitum la risposta .L’azienda ha preferito investire sulla parte ospedaliera lasciando le briciole alla gestione del territorio. Dopo aver perso il ricorso sul famoso "accordo cronicità" (tutt’ora di fatto ignorato ) non è stata concordata coi sindacati alcuna nuova iniziativa ma solo prorogati progetti precedenti e già sottoscritti (coi noti ritardi nei pagamenti).

Resterà nel ricordo l’assunto, più volte ribadito dall’ex d.g., che sia meglio investire e affidare nuovi ruoli agli infermieri dipendenti piuttosto che rivolgersi ai medici libero professionisti e perciò indisciplinati. Forse anche per questo non ha mai avuto in simpatia le aggregazioni dei Mmg come le medicine di gruppo (spoke?) cui ha negato di corrispondere quanto previsto nell’accordo regionale per le aperture oltre la nona ora. Eppure anche nel periodo più buio della pandemia le medicine di gruppo sono rimaste aperte (pur in carenza di fornitura di DPI ) rispondendo alle richieste dei pazienti nei giorni in cui i centralini aziendali erano impazziti ed i P.S. ingolfati . Per prenderci in considerazione aspetta, forse, che i nuovi convenzionati passino alla dipendenza (facciamo scongiuri in proposito).

Funzionario fedele ha investito sulle case della salute creando scatole semivuote, come suole avvenire quando si vuole  accontentare la politica senza accordi coi MMG (https://www.dottnet.it/articolo/32529819/il-flop-delle-case-di-comunita-in-lombardia-sono-vuote-/?tag=11313108153&tkg=1&cnt=1) Solo ora, a causa dell’emergenza e della scomparsa dei medici disponibili, investe qualcosa migliorando il rimborso orario dei colleghi di guardia medica. Piccole cose, se si vuole, ma indicative di una politica che si spera possa subire modifiche all’aria bolognese.

Ricorderemo la disponibilità e l’apertura al dialogo pur nella prolissità del linguaggio.

La fine dell’emergenza sanitaria può consentire di iniziare un percorso di rinnovo dei progetti di salute della medicina generale da concordare con vecchi e nuovi responsabili.

Pubblicata il: 28/02/2022
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