Campagna vaccinale: imprescindibile il coinvolgimento dei Medici di Famiglia.

pubblichiamo quanto inviato dalla fimmg regionale:
Pur rilevando, con interesse, che l’ Assessorato, su nostra richiesta, si è
recentemente assunto l'impegno di incontrarci settimanalmente fino a
raggiungimento di un'intesa con la nostra categoria per la vaccinazione anti
Covid dei fragili, i Medici di Famiglia attualmente continuano a subire delle
decisioni non concordate, e non sempre imposte dall'urgenza determinato dallo
stato di necessità.
Ci auguriamo che la Pasqua porti buoni consigli ai nostri decisori. Pensare di
portare avanti una campagna vaccinale per la quarta dose senza il nostro
coinvolgimento, sicuramente non costituisce una soluzione efficace.
La popolazione ha già iniziato a rivolgersi a noi chiedendo consigli clinici, basati
sul rapporto di fiducia, se sia il caso di vaccinarsi o meno, come sempre ha
fatto e come sempre farà.
Stessa domanda rileviamo essere posta quotidianamente per i pazienti che
devono sottoporsi al vaccino anti Herpes Zoster.
Prendiamo atto quindi nostro malgrado che la Regione ha già inviato
disposizioni all’ Ausl locali di procedere con la campagna vaccinale per la
quarta dose booster, mantenendo gli accordi locali in essere, senza proporci un
accordo regionale specifico per la campagna vaccinale relativa alla quarta dose
per cittadini over80 e fragili.
Tuttavia rileviamo che il Direttore Generale ha preso l’impegno di costituire
immediatamente dei tavoli di lavoro settimanali, per poter giungere alla
costituzione di atti di intesa criticità più importanti che riguardano la medicina
generale al momento, condizionandone efficacia ed efficienza :
deburocratizzazione, carenza dei medici, campagna vaccinale, corso di
formazione di medicina generale, emergenze-urgenze (già in discussione).La “deburocratizzazione” della medicina generale, ovvero l’eliminazione della
burocrazia inutile e lo spostamento della burocrazia indispensabile, ma non
clinica, verso figure amministrative ad esse preposte, è argomento di primaria
importanza. Credo sia fondamentale la demarcazione del “CHI FA COSA” per
arginare l’ondata di richieste improprie.
Chiediamo:
-chiarezza e precisione riguardo alla presa in carico del paziente che accede a
un servizio specialistico per ogni atto che derivi dalla sua valutazione (ricette di
farmaci ed esami ben compilate, compreso le modulistiche annesse, certificato
di malattia inps);
-la possibilità per lo specialista di emettere controlli oltre i 6 mesi senza che le
ricette scadano;
-di conoscere i servizi ambulatoriali ospedalieri esistenti (ambulatorio
dislipidemia, osteoporosi, ambulatorio del ferro e tanti altri), venendo informati
quando chiudono o vengono rimossi per covid o altro;
-chiediamo di poter ricevere sulle nostre cartelle i dati di visite ed esami
effettuati in regime di ricovero, day hospital, pronto soccorso;
-autonomia, ovunque nel territorio regionale, per la richiesta di presidi
necessari a una dignitosa qualità di vita per i nostri pazienti, senza che la
nostra attestazione debba ricevere l'autorizzazione o conferma di uno
specialista (presidi per incontinenza);
-soluzione del problema delle mancate prescrizioni da parte di specialisti
nonché certificati INPS dall’ospedale in dimissione: verificare che gli specialisti
ambulatoriali del servizio sanitario effettuino le prescrizioni degli accertamenti
prescritti su ricettario regionale e provvedano al rilascio dei certificati di
malattia, sia in ambito ambulatoriale che in PS.
Ci aspettiamo inoltre che le Istituzioni Sanitarie Regionali facciano pressione,
insieme a noi, su quelle Nazionali per arrivare a raggiungere una serie di
semplificazioni che riguardano il rilascio di una serie di procedure burocratiche
eliminabili, come ad esempio eliminare il certificato INPS a fronte di dispositivo
di isolamento, ma anche modifiche complesse come per i certificati di malattia
INPS autodichiarazione primi giorni
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Pubblicata il: 19/04/2022
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